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Gianni Malambrì
Poeta siciliano
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La poesia è come una pittura o una scultura: se ti fermi ad ammirarla non è solo perché “qualcosa” di particolare di essa ti
ha colpito, ma perché sei entrato in sintonia con il pittore o lo
scultore, che ti sta trasmettendo un suo messaggio. La poesia è tale non quando è difficile capirne il contenuto e, quindi, il messaggio e in questo caso hai bisogno di un “mediatore” che te lo spieghi,ma quando essa è “ immediata ”, cioè comprensibile senza alcuna mediazione.
Puoi trovare il libro di poesie di Giovanni Malambrì qui comodamente da casa. |
Silenzio infinito…
(visioni a Ginostra)
Silenzio infinito…
rimirando il rosso del tramonto,
che vede il sole tuffarsi nel mare,
in compagnia della musica del vento.
I sussulti della terra, al brontolar di Iddu,
ti parlano del fuoco della vita che tu vivi,
irripetibili emozioni tutt’ intorno,
che fanno respirare l’animo e la mente.
Poi la sera, al lume di candela,
visioni di stelle e di lapilli,
la luna tonda che ti guarda,
respiri l’immenso nel silenzio infinito… |
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irripetibili emozioni tutt’ intorno
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1) Iddu nome con cui gli isolani chiamano il Vulcano Stromboli.
Questa poesia Il 16.04.2015 ha vinto il Premio Pace e Spiritualità 2015 ROMA organizzato dall’ ASSOCIAZIONE CULTURALE ACCADEMIA EUROMEDITERRANEA DELLE ARTI.
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‘Na sfida senza tempu
(a caccia du pisci spada)
Finu di temp’ntichi Omeru 1 cantava
‘u pisci spada e ‘nte so ditti nni parrava.
Simbulu du strittu, je dittu “ ’u cavaleri”, 2
e av’a’ fattu campari giniraziuni ‘nteri.
Je u principi i stu mari, chi da millenni
cummatti cu l’omu sta sfida di liggenni.
‘Nto strittu i Missina i filùa 3 vidi girìari,
avant’arreti firriunu ‘nta tuttu stu mari.
Cumincia all’albarìa 4 sta sfida senza tempu,
e i piscaturi priunu a madonna‘nto frattempu.
Supra dd’antinna 5 l’omini vaddunu u mari,
pi vidiri u pisci spada c’av’assummari.
U ‘vvistaturi 6 ‘n cim’a ddu palu bucìa forti:
“u visti…pigghiulu…alleggia …va cchiù forti…”
A prua, supr’a passatoia, 7 je pronto u ‘llanzaturi 8
chi ferri du misteri, dda misi da tant’uri.
A filùa firrìa a ritta e a manca e segui a rutta,
purtata du ‘ntinneri, davant’a “Matr’a Rutta “.9
U llanzaturi je tisu, ‘n manu ten’a traffinera,10
tuttu ‘llungatu tratten’u ciatu e sta ‘n priera.
U pisci l’avi ‘n tiru, l’asta cu pisu cimmiddìa,
tutti muti spittannu nu lanciu di ranni maistria.
Vola tisa ‘nta ‘ll aria sibilannu a friccina,11
“ ‘a botta” ci ‘ntrasiu ritta intr’a schina.
Nu rivulu di sangu u pisci lassa a mari,
tirannusi a caloma 12 fin’a farisi dissanguari.
Pa cuda ‘nghiaccatu’,nta barca ven’isatu,
poi cu nu sign’i cruci veni caddàtu.13
“ ’U cavaleri”a guera piddiu ‘nto so mari…,
ora a filùa je pronta… pi turnari a cacciari ! |
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NOTE ALLA POESIA
1) Nello Stretto di Messina la pesca dello spada era nota ai tempi di Omero, cioè intorno al X-IX sec. a. C., essendo praticata dai Tirreni che all’epoca dominavano il Mediterraneo occidentale Citazione che si trova in un passo del XII libro dell’Odissea, nel quale Omero parla della caccia ai “delfini”, ai “cani” e alle altre “grandi belve” che vivono intorno alla rupe di Scilla (lo sbocco settentrionale dello Stretto di Messina).Tra questi animali, indicati genericamente come cani, belve, lupi, o mostri, secondo i casi, si devono necessariamente comprendere anche i pescispada, per millenni considerati a torto tra i più feroci abitatori dei mari. Anche lo storico greco Polibio, nel II secolo a. C., riportato da Strabone, ci descrive dettagliatamente, per averlo visto, cosa avviene allora in questo splendido mare.
2) I pescatori dello Stretto di Messina, il Pesce Spada, per antonomasia, lo chiamano semplicemente “’u pisci”o “ ’u cavaleri”.
3) Feluca” nome della tipica imbarcazione, usata per la pesca del Pesce Spada, che ha un traliccio centrale alto 30 metri chiamato”‘ntinna“, ed é munita di passerella lunga circa 40 metri, e di potentissimi motori.
4) “Albarìa ”: è un’antica espressione dialettale della Sicilia occidentale che descrive il nascere del sole in un sereno scenario marinaro dove la tranquillità del luogo è raffigurata dal riflettersi delle cose sul mare.
5) Traliccio centrale alto 30 metri.
6) Uomo che sta sulla sommità del traliccio come osservatore detto “ ‘ntinneri o vistaturi“, guida i compagni nell'inseguimento del pesce spada e svolge il duplice compito di avvistatore e di timoniere.
7) Passerella attaccata alla prua della barca, di una lunghezza di circa 40 mt, alla cui estremità si posiziona il fiocinatore.
8) Il fiocinatore che posizionato sulla lunga passerella infilza il pesce spada che viene catturato.
9) Trattasi della chiesa della Madonna di Grotte, al Villaggio Pace sulla riviera Nord di Messina, nelle cui acque antistanti si pesca il pesce spada, che viene trasportato dalle correnti molto forti in questa zona.
10) La “zaffinera”, è un arpione di acciaio, lungo 20 cm ed ha alle sue estremità quattro alette a cerniera che formano un tutt’uno: le due prime più corte, le seconde più lunghe; si chiudono completamente al momento in cui la zaffinera penetra nelle carni del pesce rendendo impossibile la fuoriuscita della punta.
11) Altro arpione con cui si pesca il pesce spada.
12) “Caloma” sta per fune. Parlando di pesca, vale lasciar corda lunga al pescaspada, già colpito e ferito per stancarlo.
13) La tradizione vuole che uno dei pescatori, ed esclusione del lanzaturi, cioè di colui che ha lanciato l’arpione, faccia la “cardata da cruci”, segni cioè con le unghie della mano, quattro croci accanto al foro dell’orecchio destro del pesce appena issato sulla barca. Si ritiene fosse un segno augurale, di prosperità o una sorta di riconoscimento “dell’onore delle armi” al pesce per il suo nobile valore di combattente.
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Da allora la pesca del pesce spada avviene seguendo un iter preciso legato probabilmente a questa leggenda; i pescatori calabresi e siciliani,sulla passerella dei loro luntri (nome delle barche tradizionali per tale pesca) instaurano una sorta di dialogo quando avvistano il pesce , esclusivamente in lingua greca ; quando la barca si fa da presso al pesce spada, è di assoluta tradizione che il marinaio gli “parli”.
Ecco la strofetta magica raccolta da Giuseppe Pitré (siciliano, studioso del folclore):
“mamassu di pasanu / paletta di pasanu / majassu di stignela / paletta di paenu palé / palé castagneta /mancata stigneta. / Pro nastu vardu pressa da visu, e da terra.” /, che magicamente attirava e “obbligava” gli spada, a lasciarsi avvicinare dalla barca.
Giovanni Malambrì
Via Osservatorio, 1 98121 Messina
tel.330790468
giovannimalam@gmail.com
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Con il desiderio di ricreare un po del passato in Sicilia, la volont di unire la gente dello stesso angolo del mondo, di preservare la cultura e il patrimonio linguistico e di far trasmettere valori, usanze e tradizioni alle generazioni future, nel 1981 nasce questassociazione. Con lidea venuta dal Sig. Lorenzo Mandanici e con lappoggio di Sua Eccellenza Francesco Paolo Fulci, allora Ambasciatore, lassociazione vide la luce. I membri fondatori furono: Lorenzo Mandanici, Salvatore Alibrando, Giuseppe Brunetta, Santa Burrascano, Fortunato Catalfamo, Mariano Cirino, Antonio Di Paola, Fortunato Donato, Lorenzo Impala, Domenico Merulla, Giuseppe Sciotto e Agostino Sunseri. Durante il corso dei suoi 30 anni, questassociazione culturale cresciuta sotto la direzione dei suoi presidenti. Questi sono: Lorenzo Mandanici, Domenico Merulla, Antonino Catalfamo, Franco Donato, Franco Mendolia, Maria Donato e lattuale presidente Antonia Di Paola. Oggi lAssociazione accoglie 150 famiglie. In passato, per stimolare la partecipazione e linteressamento dei soci, lAssociazione organizz le Miss Messina, e per i bambini una lega bowling. Oggi la Festa di San Valentino, la scampagnata con colazione a base di zucchero dacero quebecchese (cabane sucre), i pellegrinaggi, i pic-nic per le famiglie, la lega bowling per adulti, le messe per Monsignor Antonio Franco e le raccolte fondi sono le attivit che lAssociazione fa ogni anno per i suoi soci.
LAssociazione Messinese accoglie con piacere la possibilit di scambiare nuove idee, di portare avanti molte altre iniziative dal punto di vista culturale, commerciale, ricreativo, religioso, turistico, ecc.
LAssociazione ha avuto il raro onore di ospitare S.E. Francesco Paolo Fulci, Rappresentante Permanente dItalia alle Nazione Unite, lex-Ambasciatore dItalia in Canada Marco Colombo, lex-Console Generale dItalia a Montreal Gian Lorenzo Cornado, lex-Assessore alla Regione Sicilia Santi Formica, il Rappresentante dellANFE e il Presidente dellAssociazione Italia America Franco Maricchiolo. Inoltre, lex-Primo Ministro del Canada lOnorevole Paul Martin, lOnorevole Governatrice del Qubec Lise Thibault, la Senatrice Marisa Ferretti Barth, i sindaci di Montreal, Pierre Bourque e Gerald Tremblay, la sindaca di LaSalle Manon Barbe hanno avuto il piacere di essere con noi a diverse occasioni.
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